«Voglio che tu viva», il coraggio di educare

Si è svolta il 18 settembre l'Assemblea interdiocesana a Cerveteri

Si è svolta venerdì 18 settembre, nella parrocchia della Santissima Trinità di Cerveteri, l’Assemblea interdiocesana delle Chiese di Porto-Santa Rufina e Civitavecchia-Tarquinia, dedicata al tema «Voglio che tu viva. Il coraggio di educare», filo conduttore del cammino pastorale 2026-2027.

Al centro della relazione introduttiva del vescovo Gianrico Ruzza la sfida educativa, a partire dalle fragilità delle giovani generazioni e dalla necessità di non arrendersi di fronte alle difficoltà del presente. «L’educazione non è demandabile ad altri, ci riguarda tutti, ciascuno secondo il proprio ruolo/compito/ministero», ha sottolineato il vescovo, indicando nella comunità educante un «“noi”» capace di costruire alleanze tra famiglia, scuola, Chiesa e realtà del territorio. Un impegno che, ha ricordato, richiede «il coraggio di investire le migliori energie con creatività e responsabilità» e il «coraggio di formare persone disponibili a mettersi al servizio della comunità». (La relazione integrale del vescovo Gianrico Ruzza)

Di fronte a una società segnata anche dalla solitudine e dal disagio giovanile, Ruzza ha richiamato la responsabilità degli adulti: «educare alla sobrietà e al senso del limite; educare al riconoscimento del diritto dell’altro e di chi verrà dopo di noi a godere dei beni che ci sono donati…; educare alla libertà e alla responsabilità; educare al senso della trascendenza e al bene comune».

Una particolare attenzione è stata dedicata alla dimensione interiore e all’impatto del digitale. Servono, ha detto il vescovo, «spazi di silenzio, discernimento, dialogo con la coscienza e con Dio» e una vera «igiene dell’attenzione», fatta di «ritmi che prevedano silenzio, studio approfondito, lettura, confronto ponderato». Perché l’obiettivo dell’educazione non è «“possedere di più”», ma «“essere di più”».

La relazione ha quindi indicato alcune proposte concrete per tradurre questa prospettiva nel cammino pastorale delle due diocesi. Tra queste, la promozione di «Patti Educativi di Comunità», per rafforzare la collaborazione tra le diverse realtà che hanno responsabilità educative sul territorio. Sono stati inoltre annunciati due incontri di formazione con la Facoltà Auxilium, il 14 e 28 novembre, dedicati al tema «Ambienti che educano, relazioni che prevengono», e il ciclo di quattro incontri online «I lunedì dell’educazione», a partire da gennaio. Prevista anche la costituzione di una Commissione Oratori per la mappatura, la riflessione e il rilancio degli oratori nelle due diocesi, insieme a un gruppo di lavoro su «Educazione e comunicazione». Nel campo del sostegno alle famiglie, sarà inoltre attivato un servizio di consulenza familiare presso il Nido della Tenerezza a Borgo del Sasso e a Civitavecchia.

Sul piano spirituale, il vescovo ha chiesto a tutte le comunità di dedicare un’intera giornata settimanale all’adorazione eucaristica, per accompagnare con la preghiera il cammino educativo. «Chiedo a tutte le comunità di dedicare un’intera giornata di adorazione eucaristica nella settimana per impetrare il sostegno ad ogni attività apostolica e educativa che potremo intraprendere, nella consapevolezza che sostare davanti al SS.mo Sacramento in silenzioso e profondo ascolto della Sua Parola e della volontà divina sarà il primo impegno per innaffiare di speranza il nostro lavoro educativo…».

L’incontro è proseguito con un dialogo a tre voci, moderato da don Salvatore Baretta, insieme a don Andrea Cavallini, assistente ecclesiastico del Centro Oratori Romani, e Sofia Parmigiani, giovane laureata in Scienze dell’Educazione e della Formazione. A partire dalle provocazioni raccolte tra educatori, catechisti e insegnanti, si è parlato di parole, ascolto, presenza e libertà.

«C’è una differenza importante tra andare incontro a un giovane e aspettare che un giovane ti venga incontro», ha osservato Sofia, raccontando la propria esperienza e la necessità di incontrare i ragazzi «dove veramente sono e dove veramente vivono le loro giornate». Don Andrea ha sottolineato il valore di un’educazione fondata su parole che nascono dall’esperienza e dal legame con il cuore: «L’educazione comunque è questione di parole perché è quello che noi abbiamo a disposizione, le parole, a patto che le parole vadano insieme con l’esperienza». E ancora: «L’educazione è questione di cuore… ma l’unico padrone del cuore è Dio… perché noi possiamo parlare all’orecchio, ma chi parla al cuore poi è lo Spirito Santo».

Parlando del ruolo della comunità, Cavallini ha ricordato che nessun educatore può affrontare da solo la propria responsabilità: «Tu puoi essere l’educatore più figo del mondo, bravissimo così, ma se intorno non hai una comunità educante non vai da nessuna parte». La comunità, ha aggiunto, educa con la propria presenza quotidiana: «tu educhi h24, qualsiasi cosa fai… una comunità credibile, una comunità che sa di stare educando… mi sembra la questione veramente chiave».

A sintetizzare il desiderio dei giovani, le parole di Sofia: «Lasciami libera, ma non mi lasciare sola». E, in conclusione, un’immagine che ha accompagnato l’intera Assemblea: «l’esigenza fondamentale che porto nel cuore è quella di riuscire a trovare sempre quella scintilla che accende quel fuoco che è già in me e in tutti i giovani». Un invito a diventare, nelle comunità, quella scintilla capace di accendere altre vite.