Quale ‘conversione’ per l’IdR ?

Ritiro spirituale per gli insegnanti di religione cattolica


Venerdì 15 aprile, presso la parrocchia Sant’Agostino, gli insegnanti di religione cattolica della Diocesi Civitavecchia ‘ Tarquinia si sono incontrati per una giornata di ritiro spirituale guidati, nei vari momenti di preghiera e riflessione,  dal direttore dell’ufficio, Mons. Rinaldo Copponi. Dopo la recita dei Vespri, gli insegnanti hanno riflettuto sul significato del tempo liturgico che stiamo vivendo, quello della quaresima, che è grande emozione, commozione, riconoscenza della infinita bontà di Dio. Don Rinaldo, dialogando con gli insegnanti, ha ripercorso tutte le tappe di questo tempo liturgico. Questi quaranta giorni sono segnati anzitutto dal ricordo dei quaranta giorni di Gesù nel deserto, dalla sua lotta con il demonio, dalla sua vittoria sul tentatore. Il Direttore ha invitato gli insegnanti ad esaminare, così l’ha voluta definire, la ‘Teologia degli equivoci‘ che emerge leggendo i Vangeli proposti nelle ultime cinque domeniche. Ha ricordato l’episodio della Trasfigurazione, in cui Pietro, Giacomo e Giovanni vedevano, udivano, ma non capivano; l’incontro di Gesù con la Samaritana, in cui Gesù parlava di acqua viva, che è lo Spirito, ma che la donna inizialmente non comprendeva; il miracolo sul cieco nato, in cui sembra che Gesù tratti male un ‘poverello’; il miracolo su Lazzaro nel quale, in un primo momento, verrebbe da chiedersi: ‘Gesù gli volevi tanto bene, non potevi stare lì prima che Lazzaro morisse ?’. Tutto ciò, ci conduce alla riflessione sul quanto sia chiusa la mente dell’uomo e quanto sia necessario chiedere a Dio di aprire i nostri occhi e il nostro cuore, di guarirci dalle ferite del peccato. Questo il modo corretto per poter riconoscere il Figlio di Dio: così lo ha riconosciuto il cieco nato. Alla luce di questo insegnamento Don Rinaldo conclude ricordando agli insegnanti di religione che la loro ‘spiritualità’ fa parte della loro professionalità. Dunque, la Quaresima dell’insegnante deve significare un lavoro costante di recupero della passione educativa, un ritorno alla ‘motivazione’ dell’insegnamento. Gli alunni sono un tesoro prezioso, sono il futuro dell’umanità, e questa umanità ha bisogno di ‘vedere’. Perciò, occorrono guide, maestri di vita, testimoni credibili, ‘un cieco non potrà mai seguire un altro cieco‘. L’incontro è stato coronato dalla celebrazione della Santa Messa, animata dagli stessi insegnanti. Subito dopo, il gruppo è stato raggiunto per una solenne benedizione dal Vescovo Luigi Marrucci, il quale nel suo intervento breve, ma molto ispirato. Ha ricordato che l’insegnante è al servizio dell’uomo; sottolineato il carattere formativo di questo insegnamento; chiesto ai docenti di sviluppare verso gli alunni un rapporto educativo ricco di dialogo. E’ necessario, ha sottolineato Mons Marrucci, suscitare  nei ragazzi interesse e attenzione verso questa disciplina che sorregge la ricerca appassionata della Verità che è scritta nel cuore di ogni uomo. Una frase pronunciata dal Vescovo ha colpito tanto gli insegnanti: ”anche io sono stato insegnante di religione, dunque comprendo le varie difficoltà, l’augurio più grande che io possa farvi è che gli alunni non vi sopportino, ma vi cerchino..’ Questa frase dice tutto, dice tanto: è spinta, è motivazione, è augurio per una buona Pasqua nel lavoro di tutti i giorni.
                                                                                                                                   Monia Poleggi