«Le nostre Chiese di Porto-Santa Rufina e di Civitavecchia-Tarquinia vi accolgono con simpatia e disponibilità, augurandovi periodi di pace nelle nostre terre. Siete qui per un periodo di riposo e di svago e vi accogliamo con grande gioia». Con queste parole il vescovo Gianrico Ruzza dà il benvenuto alle migliaia di turisti che si stanno spostando nel territorio delle Chiese unite nella sua persona per il periodo estivo. Il territorio della due diocesi, di oltre 120 chilometri lungo tutto la costa del Lazio settentrionale con un entroterra esteso per gran parte dell’Agro romano, diventa durante i mesi estivi metà di svago, di incontro con la bellezza della natura, di possibilità di dedicare del tempo a se stessi e alle persone care.
Nel mare «potrete trovare gioia e spensieratezza», continua il pastore ricordando però quanto «questo stesso mare sia un luogo di sofferenza e di dolore per tutti coloro che in esso hanno trovato la morte». Rispetto alle tragedie nel Mediterraneo, le parole di papa Leone pronunciate nel viaggio apostolico in Spagna «ci ricordano il dovere di avere sempre nel cuore il rispetto e la cura per la dignità della vita umana». Nei giorni della villeggiatura, la pace e la tranquillità possono essere occasioni per «trovare un po’ di spazio per la riflessione spirituale e la preghiera, sentendovi fratelli nelle nostre parrocchie, che sono pronte a condividere con voi l’esperienza della gioia del Risorto». Durante i mesi estivi le comunità rivierasche intensificano la loro proposta con momenti di preghiera e iniziative culturali, «soprattutto in occasione della festa dell’Assunzione di Maria Santissima per il Ferragosto, poi, in molte città del litorale ci saranno momenti di preghiera e processioni sul mare, per onorare la Madre di Dio e Madre nostra». Nel messaggio il pastore indica due iniziative specifiche.
Dallo scorso 13 giugno fino al 30 agosto «nelle parrocchie che vivono sul litorale l’icona di Maria Stella del mare farà un pellegrinaggio simbolico e tale passaggio offrirà a tutti noi l’occasione per nutrire la nostra vita spirituale e ritrovare uno spazio di umanità e di relazioni». Un altro segno, proposto per il terzo anno consecutivo, è la processione mariana del prossimo 11 luglio che percorrerà la costa partendo da Fiumicino per arrivare a Pescia Romana, con tappe nelle spiagge di Ladispoli, Cerveteri, Santa Marinella, Civitavecchia e Tarquinia. Nell’imbarcazione con la statua della Madonna sarà presente il presule «per un momento di saluto che rivolgerò ai bagnanti e a tutti i lavoratori impegnati nelle attività legate al mare».
Accoglienza, strutture ricettive, sicurezza, attività portuali, attività marittime… Estate e mare significano anche lavoro per tante persone. Lavoro spesso faticoso e non visibile. È questo un tema caro alle due Chiese e al presule, che è anche vescovo promotore dell’apostolato del mare per l’Italia. Sono i due uffici diocesani di Apostolato del mare, diretti dal sacerdote Eduardo Juarez, per Porto-Santa Rufina, e dal diacono Fabrizio, per Civitavecchia-Tarquinia, ad animare durante tutto l’anno le proposte per la cura spirituale dei marittimi e delle loro famiglie. Si occupano inoltre di rendere presente la Chiesa negli incontri di lavoro e nelle iniziative di enti e associazioni legate all’attività marittima, contribuendo alla conoscenza del cammino pastorale delle diocesi, quest’anno dedicato alla vocazione missionaria che è il cuore del Vangelo.
Spiega in proposito Ruzza che «Ascoltando le domande dei nostri compagni di viaggio nell’impegno esistenziale, soprattutto non credenti o indifferenti, scopriamo che la missione non è “qualcosa da compiere”, ma una forma di vita, un modo di essere nel mondo. Essere missionari è un diritto che si trasforma in urgenza e in dovere: quello di rendere testimonianza della speranza accesa nei nostri cuori». Sono questi i sentimenti con i quali «vi accogliamo con grande piacere per vivere in amicizia ogni incontro, ogni rapporto, credendo che la vita buona nasce dal sorriso, dal rispetto, dalla consapevolezza che siamo tutti sorelle e fratelli, figli di uno stesso Padre, che ci chiama alla pienezza della sua gioia». In questa prospettiva il tempo dell’estate assume per la comunità cristiana una sfida a non dimenticare chi in questo periodo vive aggravata la propria condizione: i più fragili, i malati, gli anziani, i poveri: «Giunga a loro attraverso queste parole la sicurezza della preghiera della nostra Chiesa, perché la consolazione del Signore conceda loro sollievo nel corpo e nell’anima». Nel passaggio finale il pastore parla direttamente ai giovani: «Divertitevi! Divertitevi bene!
Sia sul vostro volto, la gioia vera che sgorga dall’amicizia autentica, che mai è possesso o dominio dell’altro, bensì si caratterizza per la libertà e il rispetto. Quel rispetto che dobbiamo agli altri e a noi stessi, custodendo le nostre persone ed evitando inutili rischi o facili trasgressioni, che nascano da atteggiamenti superficiali e pericolosi». Con la gratitudine a parrocchie, sacerdoti, diaconi, religiosi e operatori pastorali per la generosità e la semplicità con cui «rendono le nostre comunità aperte e accoglienti», il vescovo conclude estendendo la sua benedizione a tutti.






