«Sognate un amore che non sia solo sopravvivenza ma una fioritura continua?». È con questa domanda, provocatoria e carica di speranza, che domenica prossima, 25 ottobre, si aprirà il nuovo anno della “Scuola della Tenerezza Interdiocesana”, un’iniziativa promossa dagli Uffici per la Pastorale della famiglia delle diocesi unite di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina. La scuola, di durata biennale, è stata attivata nel 2022 ed è alla sua terza edizione. Nata da un’intuizione del vescovo Gianrico Ruzza, dopo un percorso dedicato alle famiglie che si è svolto online durante la pandemia, è profondamente ispirata alla teologia della Tenerezza di don Carlo Rocchetta e si propone come un faro per le relazioni del nostro tempo.
Il cuore pulsante di questa esperienza si trova a Cerveteri, nella frazione del Sasso, nella chiesa di Santa Croce. In un messaggio il vescovo Ruzza ha voluto ribattezzare questo luogo come il “Borgo della Tenerezza”. Nelle sue parole si coglie l’urgenza di ridefinire un termine spesso frainteso: «Vogliamo aiutare le persone a scoprire la tenerezza nella vita, che non è il tenerume, che non è la sdolcinatezza, ma è la capacità di prendersi cura, di avere un rapporto, una relazione, di curare la relazione».
La proposta formativa è rivolta a un pubblico ampio e diversificato: coppie, fidanzati, ma anche giovani e giovanissimi. L’approccio pedagogico è rivoluzionario nella sua semplicità: non ci sono né banchi né voti, ma l’invito è quello di imparare crescendo insieme e condividendo uno stile di vita, partendo dall’incontro fondamentale con il “Dio-Tenerezza”.
Il presule, delineando gli obiettivi del percorso, ha spiegato che il lavoro dell’équipe è posto al servizio delle famiglie e della loro capacità di educare i figli e far crescere le proprie potenzialità. Gli incontri affronteranno temi cruciali: si parlerà della comunicazione all’interno del nucleo familiare, della valorizzazione delle potenzialità individuali, del rispetto per le diversità e della crescita nel rapporto con Dio, considerato un pilastro «necessario per fondare una famiglia e per renderla stabile e solida». La metodologia, ha precisato il Vescovo Ruzza, sarà dinamica e coinvolgente, alternando momenti di preghiera e approfondimento a confronti, esperienze condivise e laboratori, per far comprendere quanto sia vitale crescere sia nella vita interiore che in quella relazionale.
«Comprendere che oggi la tenerezza è essenziale – spiega il vescovo -, è una scelta fondamentale per riportare nel mondo la pace, per riportare nelle famiglie l’armonia, per riportare nelle nostre relazioni la gioia di vivere insieme in modo fraterno».
L’immagine guida che accompagnerà i partecipanti è quella dell’Albero della vita, una metafora delle relazioni umane. Coltivare questo albero, spiegano gli organizzatori, «è un’impresa impegnativa e meravigliosa che richiede autentica accoglienza, energia, pazienza, tenacia e cura». È il vescovo stesso a sintetizzare questa visione parlando di «una Tenerezza con radici profonde aperta all’orizzonte del mondo».
Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare l’organizzazione al numero 351/5115329 o tramite l’email tenerezza.civitaporto@gmail.com.







