Le Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia e di Porto-Santa Rufina, unite nella persona del vescovo Gianrico Ruzza, proseguono il cammino di ascolto e confronto rivolto alle realtà economiche e sociali del territorio. Nella giornata di venerdì 26 giugno, presso la Sala “Mons. Luigi Rovigatti” della Curia vescovile di Civitavecchia, si è svolto l’incontro con i Commercialisti e gli Esperti Contabili.
L’iniziativa, nata per esprimere vicinanza e attenzione al mondo delle professioni, ha inteso valorizzare il ruolo strategico della categoria. «Consideriamo la grande rilevanza sociale e civile oltre che economica della vostra attività», ha detto il vescovo Ruzza, sottolineando come questa professione rappresenti «un osservatorio privilegiato sulle fatiche quotidiane di cittadini e imprese». Il Seminario, organizzato dai responsabili degli Uffici diocesani di Pastorale sociale e del lavoro – Domenico Barbera per Civitavecchia-Tarquinia e Vincenzo Mannino per Porto-Santa Rufina -, è stato improntato alla massima inclusività, rivolgendosi infatti a cattolici, cristiani di altre confessioni, credenti di altre fedi e non credenti, purché disposti a un dialogo aperto e schietto.
Nel suo discorso introduttivo, inserito nella cornice del Cammino sinodale, monsignor Ruzza ha sottolineato la novità dell’iniziativa: «Questo incontro di dialogo fra la Chiesa e i commercialisti non è usuale, e nelle nostre Diocesi non ha precedenti». Il presule ha ricordato come la prospettiva miri a una Chiesa in cui «la fede diventa impegno effettivo nella società, nella politica, nella cultura».
Entrando nel vivo dell’analisi socio-economica, il presule ha evidenziato le fragilità del territorio: «Accade sempre più spesso che si rivolgano alla Caritas diocesana persone con problemi di sovraindebitamento». «L’aiuto che siamo in grado di dare è diretto ad un’urgenza immediata che, per essere più efficace, dovrebbe essere inserito in un percorso di esdebitamento». Rivolgendosi ai professionisti presenti, provenienti dai diversi comuni del territorio, ha ricordato che il commercialista «è una guida nei rapporti con la pubblica amministrazione e nel mondo del mercato» e che il loro apporto «diviene decisivo non solo per il singolo cliente, persona o impresa, ma per tutto il tessuto economico e sociale». Richiamando la Dottrina sociale della Chiesa e la recente enciclica Magnifica Humanitas di papa Leone XIV, ha concluso: «Anche nelle vostre mani esiste il potenziale e importante contributo al bene comune, come impegno etico, politico e sociale volto a promuovere il benessere di tutti i membri di una comunità». «Svolgete anche una funzione educativa nella società» ha ricordato il presule, «per questo siete un presidio importante di solidarietà, di senso civico, di sviluppo umano».
A raccogliere l’invito è stato Marco Manovelli, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Civitavecchia, che ha delineato le prospettive della categoria partendo dalle criticità quotidiane: «È fondamentale iniziare una relazione strutturata tra i Commercialisti e le comunità parrocchiali, valorizzando la possibilità di collaborazione nei diversi territori». «Questo incontro – ha detto Manovelli – ci spinge a partire dalla povertà e dal disagio. La Legge 3/2012, nota come “salva-suicidi”, ha introdotto per la prima volta in Italia le procedure per la gestione del sovraindebitamento: in questo scenario il ruolo dei commercialisti è insostituibile. Vogliamo essere interlocutori stabili degli operatori delle Caritas per le persone sovraindebitate».
Dall’incontro è quindi emersa la possibilità di strutturare una collaborazione tra l’Ordine dei Commercialisti e le due Diocesi, in particolare con gli Uffici per la Pastorale sociale e del lavoro e le Caritas, su tre ambiti specifici: a sostegno delle persone sovraindebitate; iniziative di educazione ed inclusione finanziaria per le famiglie e le giovani coppie; tutela amministrativa delle persone più fragili.
L’incontro si è concluso con la volontà condivisa di trasformare questo primo confronto in un tavolo di lavoro permanente, capace di generare relazioni durature che possano approfondirsi e portare frutti concreti per il bene comune.






