Un nuovo momento di confronto tra Chiesa e istituzioni del territorio per riflettere insieme sul servizio alla comunità e sulle sfide dell’impegno pubblico. È l’invito rivolto dal vescovo Gianrico Ruzza agli amministratori e ai rappresentanti politici delle diocesi di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina, chiamati a partecipare al quarto incontro annuale in programma venerdì 17 luglio, alle ore 18, nella chiesa antica di Santa Maria Maggiore a Cerveteri.
«Anche quest’anno la Chiesa desidera incontrare gli Amministratori e i politici», scrive il presule, ricordando un appuntamento che prosegue un percorso ormai consolidato. Nel corso degli ultimi mesi, infatti, «abbiamo finalizzato il Manifesto di valori e di impegni comuni delle Amministrazioni locali nel territorio diocesano e ora con le Amministrazioni disponibili abbiamo avviato il percorso per concretizzarne l’attuazione».
L’incontro si colloca in una fase significativa per molti enti locali. «Larga parte delle Amministrazioni locali entra nell’anno elettorale: un momento propizio per alzare lo sguardo verso nuovi obiettivi», osserva Ruzza, invitando a guardare oltre le scadenze amministrative per riscoprire il valore del servizio al bene comune.
Il vescovo riconosce le difficoltà che caratterizzano il mandato di chi amministra: «Sperimentate il divario tra obblighi, esigenze, aspettative dei cittadini ed effettive possibilità di azione amministrativa». Una situazione che, aggiunge, «fa capire meglio la solitudine degli Amministratori attestata da voi in precedenti incontri».
Da qui il richiamo al valore della politica come servizio. «Ripetutamente abbiamo ricordato che la Chiesa considera la politica come la più alta forma di carità». E rilancia alcune domande che guideranno il confronto: «Come possiamo incoraggiarci reciprocamente nell’esercizio di una responsabilità così alta? Come possiamo innalzare nelle nostre popolazioni la stima della politica e la partecipazione alla vita pubblica nelle varie forme?».
Lo sguardo si allarga anche al contesto internazionale, definito «incerto e tempestoso». Per questo il vescovo invita tutti a «liberarci dal timore di poter fare poco come istituzioni locali, come persone che si prendono cura della vita delle comunità, ed esplorare con coraggio e speranza vie creative di responsabilità».
L’invito è rivolto non soltanto ai sindaci e ai presidenti dei municipi, ma «a tutti i consiglieri e a tutti i componenti delle Giunte», nella convinzione che il dialogo tra Chiesa e amministratori possa contribuire a rafforzare una cultura della responsabilità condivisa e dell’impegno per il bene comune.






