«Sognate un amore che non sia solo sopravvivenza ma una fioritura continua?». È con questa domanda, provocatoria e carica di speranza, si apre il nuovo anno della “Scuola della Tenerezza Interdiocesana”, un’iniziativa promossa dagli Uffici per la Pastorale della famiglia delle diocesi unite di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina. La scuola, di durata biennale, è stata attivata nel 2022 ed è alla sua terza edizione. Nata da un’intuizione del vescovo Gianrico Ruzza, dopo un percorso dedicato alle famiglie che si è svolto online durante la pandemia, è profondamente ispirata alla teologia della Tenerezza di don Carlo Rocchetta e si propone come un faro per le relazioni del nostro tempo.
Il cuore pulsante di questa esperienza si trova a Cerveteri, nella frazione del Sasso, nella chiesa di Santa Croce. In un messaggio il vescovo Ruzza ha voluto ribattezzare questo luogo come il “Borgo della Tenerezza”. Nelle sue parole si coglie l’urgenza di ridefinire un termine spesso frainteso: «Vogliamo aiutare le persone a scoprire la tenerezza nella vita, che non è il tenerume, che non è la sdolcinatezza, ma è la capacità di prendersi cura, di avere un rapporto, una relazione, di curare la relazione».
La proposta formativa è rivolta a un pubblico ampio e diversificato: coppie, fidanzati, ma anche giovani e giovanissimi. L’approccio pedagogico è rivoluzionario nella sua semplicità: non ci sono né banchi né voti, ma l’invito è quello di imparare crescendo insieme e condividendo uno stile di vita, partendo dall’incontro fondamentale con il “Dio-Tenerezza”.






