«L’amore per il Signore urge»: Robert Istoc ordinato diacono

«Il diacono deve stare tra la gente, deve assistere e consolare il cuore delle persone, deve mettersi al servizio umile di chi è assetato di verità, di consolazione e di assistenza». È il mandato affidato dal vescovo Gianrico Ruzza al seminarista Robert Istoc, 24 anni, che venerdì 30 ottobre, nella Cattedrale di Civitavecchia, ha ricevuto l’ordinazione diaconale. Una celebrazione partecipata, con la presenza della famiglia, dei compagni di seminario, di numerosi sacerdoti e di tanti fedeli, che hanno accompagnato il giovane in questo ultimo passaggio del suo cammino verso il sacerdozio.

Nell’omelia, il vescovo ha ripercorso il significato della vocazione e la natura del ministero diaconale, individuandone il fondamento nelle parole di san Paolo: «L’amore per il Signore urge». È questa, ha spiegato, la ragione profonda che ha sostenuto Robert nella scelta di consacrare la propria vita a Dio. «Ha posseduto il cuore di un giovane pronto e disponibile ad ascoltare la voce dello Spirito». Da qui nasce un servizio che trova nell’altare il proprio riferimento, ma che si realizza pienamente nell’incontro con le persone. «A te, diacono, è chiesto di avere uno sguardo trasfigurato, capace di penetrare il cuore delle persone che incontrerai nel tuo ministero», ha sottolineato Ruzza.

Il presule ha richiamato con forza la dimensione della carità, ricordando che il luogo in cui abita il Signore non è soltanto il sacrario delle chiese, ma anche quello spazio umano segnato dalla sofferenza e dall’indifferenza. «La dimora del Signore è soprattutto là dove la durezza del cuore dell’uomo e l’ignavia e l’indifferenza di tante sorelle e fratelli condannano i semplici ad un’esistenza complessa e dolorosa». Per questo il diacono è chiamato a «andare fuori dal tempio e vivere per le strade del mondo», facendosi vicino a chi attende ascolto, sostegno e consolazione.

Un’attenzione particolare sarà riservata ai giovani. Dopo l’esperienza pastorale vissuta nell’ultimo anno a Monte Romano, Robert presterà servizio a Tarquinia. Il vescovo gli ha affidato il compito di accompagnare le nuove generazioni, spesso attraversate da solitudine, incertezza e fragilità, invitandolo a essere per loro «la luce che offre un porto sicuro di riferimento». Al termine dell’omelia, Ruzza ha invitato tutta la diocesi a intensificare la preghiera per le vocazioni: «Oggi tu rappresenti un grande segno di speranza per questa Chiesa».

Nel saluto al termine della celebrazione, Robert ha raccontato le origini della propria scelta. «La scelta di entrare in seminario è nata quando avevo undici anni. Frequentando la parrocchia di Gesù Divino Lavoratore a Civitavecchia, sentivo dentro di me che questa strada mi avrebbe reso davvero felice». Sostenuto dalla famiglia, ha frequentato il Preseminario San Pio X e il Seminario Minore a Roma, per poi completare la formazione al Seminario Maggiore Santa Maria della Quercia a Viterbo. «Ogni comunità mi ha lasciato qualcosa di prezioso, mi ha arricchito e aiutato a maturare», ha ricordato, ringraziando quanti hanno accompagnato il suo cammino.

Ad animare la liturgia sono stati la corale e i gruppi giovanili della parrocchia Santo Spirito di Monte Romano. Al termine, il neo diacono ha chiesto alla comunità di continuare a sostenerlo con la preghiera: «Perché possa continuare a vivere questo cammino con gioia, generosità e fiducia».