«La sfida educativa riguarda tutti noi»

Il 18 settembre l'Assemblea interdiocesana: i materiali di preparazione

Sarà la sfida educativa il filo conduttore del cammino pastorale 2026-2027 delle diocesi di Civitavecchia-Tarquinia e Porto-Santa Rufina. Con una lettera del 26 luglio indirizzata alle comunità, il vescovo Gianrico Ruzza ha convocato i fedeli a un percorso di preparazione che culminerà nell’Assemblea pastorale interdiocesana di venerdì 18 settembre, nella parrocchia della Santissima Trinità a Cerveteri, seguita dalle assemblee delle singole diocesi nel mese di ottobre.

«Vi scrivo per iniziare a preparare il cammino del prossimo anno pastorale, che dedicheremo (e lo faremo anche per l’anno successivo) al tema della sfida educativa», scrive il vescovo, invitando parroci, responsabili delle comunità, gruppi e associazioni a diffondere il materiale predisposto e ad avviare fin da ora un confronto nelle parrocchie, anche durante il periodo estivo. «La questione della sfida educativa riguarda tutti noi e deve vedere la comunità cristiana protagonista di una proposta di formazione integrale, come ci chiede Papa Leone XIV in Magnifica Humanitas

Il documento di preparazione propone una riflessione ampia, illuminata dal Magistero di Benedetto XVI, di Papa Francesco e di Papa Leone XIV, per aiutare le comunità a leggere le profonde trasformazioni culturali e sociali del nostro tempo. Al centro vi è la convinzione che l’educazione rappresenti oggi una responsabilità condivisa, capace di coinvolgere famiglie, scuola, comunità cristiane e istituzioni civili in una rinnovata alleanza educativa.

Nell’introduzione, monsignor Ruzza spiega il senso del percorso: «Ritengo che sia un aspetto della vita delle nostre città e dei nostri paesi che ci coinvolge tutti direttamente e sul quale abbiamo la responsabilità di dare un contributo sapienziale alla luce dell’esperienza pedagogica della tradizione cristiana e – soprattutto – della passione che ci anima per incontrare le persone di ogni età ed offrire a loro una mano tesa per camminare insieme». E aggiunge: «Come fratelli e sorelle di un’umanità in affanno sul piano dei valori educativi, abbiamo tutti la responsabilità di offrire spazi di dialogo, di confronto e di sostegno».

La riflessione proposta richiama l’urgenza di un’educazione che metta al centro la persona, promuova relazioni autentiche, sappia accompagnare le nuove generazioni nel discernimento e affronti con coraggio le sfide poste dalla rivoluzione digitale, dall’intelligenza artificiale, dalla crisi delle relazioni e dalla frammentazione sociale. Il percorso guarda inoltre alla comunità cristiana come luogo in cui fede e vita si incontrano per generare speranza, responsabilità e servizio al bene comune.

Per prepararsi alle assemblee pastorali, il vescovo invita ogni fedele e ogni gruppo a confrontarsi su tre domande, che costituiranno la base del dialogo comunitario:

  • Come possiamo vivere la sfida educativa entrando nel mistero dell’altro e valorizzando l’unicità di ogni persona, di fronte alla frammentazione della società e alle fragilità dei nostri ambienti formativi?
  • Sappiamo davvero ascoltare le domande profonde dei giovani e abbiamo il coraggio di proporre loro mete alte e orizzonti di senso esigenti?
  • Come comunità cristiana siamo pronti a percorrere la strada dell’educazione, «forza nella fragilità» e «speranza che non svanisce»? E, concretamente, quali proposte siamo chiamati a mettere in campo nelle nostre comunità?

L’auspicio del vescovo è che questo tempo estivo diventi già occasione di ascolto, confronto e discernimento condiviso, perché le assemblee di settembre e ottobre possano rappresentare non solo l’apertura del nuovo anno pastorale, ma anche l’avvio di un rinnovato impegno educativo delle due Chiese locali, in dialogo con l’intera società civile.