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«Ho servito la Chiesa e l’ho amata fino in fondo»

Nella Messa del Crisma il saluto del vescovo Marrucci

«Quella di oggi è l’ultima celebrazione con voi». Con un annuncio inaspettato, dato con la serenità e lo spirito di condivisione che ha sempre caratterizzato la sua esperienza alla guida della diocesi, il vescovo Luigi Marrucci ha comunicato ai presbiteri durante la Messa crismale che «mi corre voce che potrebbe essere vicina la nomina del mio successore». Per questo, la celebrazione dello scorso 28 maggio … Continua a leggere «Ho servito la Chiesa e l’ho amata fino in fondo» »

Cari confratelli nell’unico sacerdozio di Cristo,
dopo l’Omelia della Messa Crismale, al termine del mio servizio ministeriale nel governo della Chiesa di Civitavecchia-Tarquinia che il Vescovo emerito di Roma Benedetto XVI, mi aveva affidato il 25 novembre 2010 e che ringrazio per la stima e la fiducia accordatemi, sento il bisogno di esprimere a voi tutti alcuni sentimenti del mio animo.
Innanzitutto la mia gratitudine: ho trovato in ciascuno di voi accoglienza, affetto, sincera collaborazione; grazie per l’esempio che mi avete dato, grazie per la disponibilità sempre mostrata di fronte a qualunque richiesta, compreso il trasferimento da una Parrocchia ad un’altra, grazie per la collaborazione nel portare avanti gli impegni e i progetti diocesani, grazie per l’affetto con cui mi avete accolto ogni volta che venivo nella vostra comunità.
Chiedo perdono per tutte le mie negligenze, per il mio carattere toscano, per non aver saputo intuire alcune vostre aspirazioni; posso affermare, con sincerità, che vi ho voluto bene.
Di fronte a certe situazioni che si sono create, ho dovuto usare fermezza e ringrazio quanti con me si sono assunti la responsabilità delle decisioni adottate.
Di fronte ad accuse o lamentele di fedeli indirizzate a me o ai Dicasteri romani, vi ho sempre difeso e giustificato; avrei gradito che i sacerdoti, accolti benevolmente in questa Chiesa ma non generati per essa, che hanno scritto contro di me avessero avuto altrettanta franchezza nel parlarne insieme, usando più carità, “la quale copre una moltitudine di peccati”(1 Pt 4,8).
Con l’apostolo Paolo ripeto a ciascuno di voi: “Ricordati di ravvivare il dono di Dio in te” (2 Tm 1,6). Viviamo tempi non facili per quanto ci viene propinato dai mezzi di comunicazione, per cui è facile isolarsi e poi lasciarsi prendere da surrogati di falsa felicità. La nostra condizione di uomini celibi può favorire questa situazione.
L’isolamento è ripiegamento su di sé, è star bene da soli e quindi non sentire il bisogno di vivere la fraternità, non avvertire il bisogno del confronto e della condivisione.
L’isolamento è all’origine di molti problemi d’immaturità nella storia di tante persone, sacerdoti compresi, e la nostra cultura egoista e relativista, smorza il desiderio, l’impegno, la mortificazione e da spazio al piacere e al consumo del piacere.
San Massimo il Confessore definisce il narcisismo “padre di ogni male”, da cui nascono pensieri passionali e folli: per cui “l’immagine vale più dell’essere, l’io più del noi, il mostrarsi più che il concentrarsi, il parlare più che ascoltare, il prendere più del donare, la ricchezza più della saggezza, la notorietà più della dignità, il fare più del sentire, la quantità più della qualità”.
Il 4 settembre 2017, Papa Francesco incontrò i giovani della comunità Shalom e disse loro che l’apparire è come il “truccarsi dell’anima”, è la “malattia dello specchio” che va rotto.
E aggiunse: “se proprio volete guardarvi allo specchio, guardatevi per ridere di voi stessi”.
Penso valga non solo per i giovani, ma per tutti, anche per noi sacerdoti.
La vita sacerdotale è “esistenza protesa verso la gioia”: se manca, è perché è venuto meno il fervore che deve accompagnare la nostra “esistenza-donata”; se in noi prende spazio la negligenza è venuta meno la “speranza” e la nostra evangelizzazione è “partorire vento” (Is 26,18).
San Paolo VI nell’Evangelii Nuntiandi  e Papa Francesco nella Evangelii Gaudium ci ricordano che la “gioia del Vangelo nessuno potrà mai toglierci” (cfr. Gv 16,22) ma occorre fare attenzione alla “desertificazione spirituale”  in cui potremmo cadere, anche noi presbiteri, in una vita senza o lontana da Dio.
L’esperienza del “deserto”, che ci aiuta a riscoprire il valore di ciò che è essenziale per vivere, richiede la presenza di persone amiche che vivano di fede e tengano viva la speranza per raggiungere la Terra di Dio: “persone-anfore per dare da bere a chi ha sete” (cfr. EG 84-86).
Bisogna “dimorare nel deserto” per innamorarsi di Gesù e dei fratelli.
Il prete è “l’uomo del deserto” che cerca l’acqua della fraternità, l’acqua della gioia, della stima, del perdono.
“Vigilate su voi stessi”, ciascuno è portinaio del suo cuore; vegliate sulla porta di accesso alla vostra interiorità. Lasciatevi guidare da un padre spirituale: non si è capaci di accompagnare gli altri se non si è accompagnati noi stessi. Nella vita spirituale non esiste “autogestione”: sarebbe fallimentare. Occorre una vita spirituale robusta e densa.
Lasciarsi aiutare nel cammino di vita spirituale e non essere maestri di se stessi, è dono di umiltà, che lo Spirito Santo regala ai semplici.
Ma il dono va chiesto nella preghiera intima, personale con il Signore.
Il prete uscito dal Concilio Vaticano II non è soltanto “l’uomo del sacro”, come lo configurava il Tridentino, ma è “il pastore della comunità”. E’ il pastore, è l’uomo di tutti.
Non chiudetevi negli spazi angusti di persone, di famiglie, di gruppi di cui poi diventate ostaggi.
Il chiudersi vuol dire separarsi. Siate “preti di vicinanza” a tutti.
Questo aspetto della vita sacerdotale si conquista nello stare accanto alla comunità, non come padroni, ma come servi, senza orari, senza essere funzionari, non delegando tutto a laici, ma con essi condividere progettazione e realizzazione del ministero.
Nasce così l’altra figura di prete: “uomo della strada” per camminare insieme.
Sono alcuni pensieri che hanno guidato i lunghi anni del mio sacerdozio e che vi lascio con semplicità. E, se possono essere utili a qualcuno, benedico il Signore.
Con la stima e l’affetto di sempre, invoco per tutti la benedizione del Signore,
                       + don Luigi, vescovo
Civitavecchia, 28 maggio 2020

Nuove disposizioni del vescovo dopo il DPCM del 26 aprile. Contributo per le opere di carità

Cari amici nel sacerdozio ministeriale e battesimale, ho atteso fino ad oggi per potervi rimettere nuove disposizioni riguardanti il nostro comportamento di cittadini e di cristiani per il mese di maggio che sta per iniziare. Purtroppo il DPCM di domenica 26 aprile u.s. insiste nel vietare ogni forma di assembramento di persone in luoghi pubblici e privati; nel sospendere manifestazioni organizzate, eventi e spettacoli di … Continua a leggere Nuove disposizioni del vescovo dopo il DPCM del 26 aprile. Contributo per le opere di carità »

«Una nuova primavera della storia»: intervista al vescovo Luigi

«Un tempo particolare e inaspettato dove l’umanità è invitata a fare verità nella propria esistenza». Così il vescovo Luigi Marrucci descrive il tempo dell’emergenza sanitaria che da due mesi ha sconvolto le esistenze di molti e ha costretto la Chiesa a sospendere le attività pastorali. Il presule ha incontrato la stampa alla vigilia di Pasqua. Riportiamo alcune delle domande che gli sono state rivolte. Come … Continua a leggere «Una nuova primavera della storia»: intervista al vescovo Luigi »

La Pasqua di Gesù ci ricorda ancora che Dio non ci ha abbandonati

Lettera del vescovo Luigi Marrucci in occasione della solennità di Pasqua

Cari amici nel sacerdozio ministeriale e battesimale, il Martirologio Romano – il libro liturgico che accompagna le feste religiose – annuncia così quella di Pasqua: “in questo giorno, che il Signore ha fatto, solennità delle solennità e nostra Pasqua: Risurrezione del nostro Salvatore Gesù Cristo secondo la carne”. E’ questo il messaggio augurale alla mia Chiesa di Civitavecchia-Tarquinia e a tutta la comunità civile e militare … Continua a leggere La Pasqua di Gesù ci ricorda ancora che Dio non ci ha abbandonati »

Decreto del vescovo con le disposizioni per la Settimana Santa e per il mese di aprile

Continua la sospensione delle attività pastorali e delle celebrazioni liturgiche a porte aperte. Rimandate le feste patronali.

Cari amici nel sacerdozio ministeriale e battesimale, siamo alle porte del più importante Tempo Liturgico dell’Anno della Chiesa e tutti desideriamo sapere come comportarci. La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti in data 19 e 25 marzo u.s. ha emanato il due Decreti in tempo di Covid-19 proponendo indicazioni generali e suggerimenti che la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha fatto … Continua a leggere Decreto del vescovo con le disposizioni per la Settimana Santa e per il mese di aprile »

Il vescovo Luigi Marrucci scrive alla diocesi nel giorno del suo 75mo compleanno

Il vescovo informa di aver rimesso il mandato al Santo Padre come prescritto dal Codice di Diritto Canonico. Rimarrà "al governo della sede" fino alla nomina del successore

Ai Presbiteri, ai Fedeli, alle Autorità e a tutti i Cittadini della Chiesa di CIVITAVECCHIA-TARQUINIA Cari amici nel sacerdozio ordinato e battesimale, desidero condividere spiritualmente il compimento dei miei settantacinque anni. Come per tutte le persone, sono stati anni sofferti e sereni, belli ma anche segnati da tante notti senza luce, vissuti però nella gioia profonda del cuore, perché alla scuola di Gesù Maestro e … Continua a leggere Il vescovo Luigi Marrucci scrive alla diocesi nel giorno del suo 75mo compleanno »

Il Sacramento della Riconciliazione nell’attuale situazione di pandemia

La nota della Penitenzieria apostolica

Il vescovo Luigi Marrucci informa i sacerdoti e i fedeli della nota trasmessa il 20 marzo 2020 dalla Penitenzieria apostocica circa il Sacramento della Riconciliazione nell’attuale situazione di pandemia. Carissimi, penso siate a conoscenza di quanto la Penitenzieria Apostolia oggi ci ha ricordato per poterlo applicare e diffondere: contrizione perfetta dei peccati con l’impegno a confessarli al momento opportuno, quando sarà passato questo tempo di … Continua a leggere Il Sacramento della Riconciliazione nell’attuale situazione di pandemia »

«La crisi come occasione di discernimento e di nuova progettualità». La lettera del vescovo Marrucci

Cari amici nel sacerdozio ministeriale e battesimale, domenica 22 marzo avremmo dovuto celebrare l’Eucaristia in suffragio dei Vescovi Girolamo e Carlo. Non potendo ritrovarci come assemblea celebrante nella nostra Chiesa Cattedrale, per la causa che tutti conosciamo, propongo di avere un pensiero per loro nelle nostre preghiere, dai luoghi dove scorre la vita quotidiana. Ai sacerdoti che celebrano in streaming chiedo di ricordare ai fedeli questi … Continua a leggere «La crisi come occasione di discernimento e di nuova progettualità». La lettera del vescovo Marrucci »

“Tempo di grazia, di penitenza e di misericordia” la lettera del vescovo Luigi Marrucci

Cari confratelli nel sacerdozio, nel settimo anniversario della elezione a Vescovo di Roma di Papa Francesco, chiamato a presiedere nella carità tutte le Chiese particolari, anche la nostra di Civitavecchia-Tarquinia ringrazia il Signore per il dono di questo Pastore e l’accompagna con la preghiera, in una rinnovata promessa di obbedienza al suo Magistero. Lo ringrazia per il suo instancabile lavoro pastorale e per il suo … Continua a leggere “Tempo di grazia, di penitenza e di misericordia” la lettera del vescovo Luigi Marrucci »