Agenda Pastorale

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«Il nostro cammino riprende da dove lo abbiamo interrotto al termine dello scorso anno pastorale». Inizia così l’introduzione del vescovo Gianrico Ruzza all’Agenda pastorale diocesana 2020-2021.

Il volume, giunto all’ottava edizione, nel tradizionale formato degli anni precedenti, nella parte finale si compone di una sezione dedicata all’annuario delle parrocchie, del clero, degli istituti religiosi e degli uffici di Curia. Novità di quest’anno sono la presenza delle scuole cattoliche, degli insegnanti di religione e l’indicazione dei progetti di carità diocesani (scarica la versione online in pdf)
«Dopo aver celebrato intensamente l’Anno eucaristico sotto la sapiente guida del caro don Luigi Marrucci, che è stato Pastore nella nostra Chiesa per oltre nove anni, ora iniziamo un nuovo anno pastorale leggendo e meditando l’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco».

«L’Eucarestia – spiega il presule – ha sempre un valore cosmico: è celebrata sull’altare del mondo, è immersa nella vita del mondo, è offerta per la liberazione del mondo. Ogni celebrazione della Santa Messa ci chiede di sentirci parte del creato donatoci da Dio. Il tempo che viviamo deve condurci a riflettere sul dovere di “custodia” della creazione, che a noi giunge dalla tradizione spirituale della storia del popolo eletto e dalla meditazione degli scritti neotestamentari».
Per monsignor Ruzza questo impegno è strettamente congiunto con la vita spirituale e – quindi – con l’Eucarestia che ne è il vertice. «Dobbiamo avere coscienza della responsabilità che il Signore ci ha affidato donandoci il creato: ci è stato dato non per il godimento dei nostri interessi, ma affinché ne siamo custodi attenti e premurosi, nel rispetto del disegno della creazione».
Da questo, l’invito del vescovo a inserire nei cammini di catechesi l’impegno di tutti i credenti «a custodire il creato, i doni della natura ricevuti dal Signore, le bellezze della terra che ci sono state affidate». «L’invito di Papa Francesco a vivere la dimensione dell’ecologia integrale – scrive – è un forte richiamo a considerare il ruolo della persona umana al centro del creato, nella linea della perenne tradizione del pensiero cristiano, originato dall’insegnamento delle Sacre Scritture».

«La nostra Diocesi, nelle sue molteplici ricchezze – che sto imparando ad amare sempre di più – e per la sua peculiarità ci offre indicazioni preziose per la vita sociale. Siamo una diocesi di mare e di terra: le bellezze del mare lambite dalle nostre coste e la fioritura delle nostre terre; la forza superba delle nostre colline e la tradizione dei nostri paesi: tutto questo descrive una diocesi che desidera essere immersa nella vita del suo popolo e che intende accompagnare il lavoro ed il fervore della sua gente».

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