Molti i fedeli che domenica 31 maggio hanno partecipato al tradizionale pellegrinaggio che conclude il Mese di Mariano a Civitavecchia, raggiungendo la parrocchia di Santa Maria della Consolazione e Sant’Agostino vescovo, a Pantano, dove è custodita la Madonnina delle Lacrime. Al termine del cammino, a tarda notte, il vescovo Gianrico Ruzza ha presieduto la celebrazione eucaristica nella solennità della Santissima Trinità, proponendo una riflessione sul rapporto unico che Maria vive con il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
«Siamo vicini a Maria perché lei ha incontrato il Signore proprio nella dimensione della Trinità», ha affermato il presule. Un incontro che attraversa tutta la sua esistenza e che si manifesta in tre momenti fondamentali.
Maria incontra anzitutto il Padre, riconoscendolo come sorgente della misericordia e della fedeltà. Nel Magnificat contempla il Dio che «innalza gli umili» e mantiene le promesse fatte ad Abramo e alla sua discendenza. È il Padre che guarda con amore la piccolezza della sua serva e la rende parte del progetto della salvezza.
L’incontro con il Figlio avviene nella maternità e accompagna tutta la vita della Vergine. Maria accoglie Gesù, lo segue nel suo ministero e rimane accanto a Lui fino alla croce. Proprio nel sacrificio del Figlio, ha spiegato Ruzza, si rivela l’amore infinito di Dio per l’umanità: «Dio ama questo mondo. Dio ama la gente, Dio ama l’uomo». La croce diventa così il segno più alto di una salvezza offerta a tutti.
Maria vive anche una relazione speciale con lo Spirito Santo, che la copre con la sua ombra nell’Annunciazione e continua a guidarla nel cammino della fede. È lo Spirito che la rende disponibile al progetto di Dio e che la sostiene insieme agli apostoli nell’attesa della Pentecoste, all’origine della missione della Chiesa.
Il vescovo ha quindi invitato i fedeli a guardare a Maria come modello di ascolto e di fiducia. Come alle nozze di Cana, la Madre continua a indicare la strada del discepolato: «Qualunque cosa vi dica, fatela». Un invito a lasciarsi guidare dall’amore del Padre, a seguire il Figlio e ad accogliere l’azione dello Spirito Santo nella vita quotidiana.
Nella parte conclusiva dell’omelia, il presule ha richiamato la figura di sant’Agostino, proprio nella chiesa che porta il suo nome e nel luogo in cui «incontra il misterioso angelo» e dove la trinità, «il mistero che va amato e accolto in quanto tale».
«Con Maria alla scuola della Trinità»
La Messa con il vescovo alla Madonnina per la chiusura del Mese Mariano








