Giornata per la vita

Ruzza: «ogni gesto d’amore in favore della vita e della dignità della persona è un gesto evangelico»

Celebrare la giornata della vita in un contesto geopolitico così frammentato come l’attuale ci chiede anzitutto di credere nella pace e di operare per la pace. Come credenti siamo chiamati ad essere operatori di pace, secondo l’insegnamento del Signore Gesù (cfr. Mt 5, 9-10).

Accompagnare la giornata della vita con il nostro pensiero e il nostro impegno nell’attuale assetto sociale così dispersivo e carico di preoccupazioni per la crisi delle famiglie e per le difficoltà economiche che rendono sempre più ampio il numero di persone e di famiglie, che faticano a sopravvivere in modo dignitoso ci chiede di essere cittadini esemplari che si interessano della causa del Bene comune e si impegnano per cercarlo e per realizzarlo.

Non possiamo, però, parlare di bene comune se proprio la vita è offesa costantemente, sia a causa di scelte personali, sia per dettati legislativi che non la tutelano sufficientemente o non esprimono il suo valore, in molti casi disconosciuto per motivi ideologici o per desideri ostili ai valori della dignità della persona.

«La vocazione all’amore e alla vita – ha detto papa Leone XIV incontrando il Corpo diplomatico -, che si manifesta in modo eminente nell’unione esclusiva e indissolubile tra la donna e l’uomo, impone un imperativo etico fondamentale: mettere le famiglie nelle condizioni di accogliere e prendersi cura pienamente della vita nascente. Ciò è quanto mai prioritario specialmente in quei Paesi che stanno vivendo un drammatico calo del tasso di natalità. La vita, infatti, è un dono inestimabile che si sviluppa all’interno di un progetto di relazionalità basato sulla reciprocità e sul servizio. È alla luce di questa visione profonda della vita come dono da accudire e della famiglia come sua custode responsabile che si impone il rifiuto categorico di pratiche che negano o strumentalizzano l’origine della vita e il suo sviluppo. Tra queste, vi è l’aborto, che interrompe una vita nascente e nega l’accoglienza del dono della vita».

L’impegno in difesa della vita non può essere disgiunto da alcuni elementi che – unitamente alla difesa dei nascituri e alla tutela degli anziani fragili – debbono caratterizzarlo. Deve includere il lavoro in favore del diritto al lavoro, lo sforzo per un giusto salario, le azioni per l’accoglienza di persone in difficoltà a cominciare dai migranti, il cammino per sostenere i giovani vittime di ogni forma di sopraffazione e/o di dipendenza, la convinzione e l’azione in difesa dei diritti delle persone e la volontà di eliminare ogni possibile discriminazione.

Anche se talora sembra che tale impegno possa apparire destinato all’insuccesso, a causa del clima di indifferenza e di superficialità che anima gran parte degli stili di vita dei nostri contemporanei, è necessario ricordare che ogni gesto d’amore in favore della vita e della dignità della persona umana è un gesto autenticamente evangelico ed è proprio compiendo tale gesto che scopriamo la nostra vera identità: quella di figli amati dal Signore che amano la vita a loro donata e la difendono da ogni pericolo. Ringrazio tutti coloro che – a vario titolo e venendo da storie e culture anche diverse tra loro – vorranno sostenere l’opera dei volontari che si adoperano per tutelare la vita e custodire la speranza di un futuro che abbia la vita come protagonista. Nel nome del Dio amante della vita (cfr. Sap 11, 26).