Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani «Uno solo è il Corpo»

Dal 18 al 25 gennaio la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani

Dal 18 al 25 gennaio 2026, la Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia si unisce al cammino ecumenico universale per celebrare la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. L’iniziativa, coordinata dall’Ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso in collaborazione con le diverse confessioni cristiane presenti a Civitavecchia, unite quest’anno dal versetto biblico: “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef. 4, 4).

Il programma prevede una serie di appuntamenti quotidiani ospitati a turno dalle diverse comunità cristiane di Civitavecchia, per testimoniare la volontà di camminare insieme verso la piena comunione.

Tutti gli incontri avranno inizio alle ore 19:00:

  • Lunedì 19 gennaio l’apertura degli incontri cittadini si terrà presso la Chiesa Evangelica Battista di Via Papa Giulio II.

  • Martedì 20 gennaio la preghiera proseguirà nella Parrocchia Sacra Famiglia (Salesiani) in Via Buonarroti, 13.

  • Mercoledì 21 gennaio sarà la volta della Parrocchia SS. Martiri Giapponesi in Largo Italo Stegher, 2.

  • Giovedì 22 gennaio momento centrale e di particolare rilievo della settimana sarà l’incontro interdiocesano organizzato insieme alla Diocesi di Porto-Santa Rufina. L’evento, dal titolo “Far cadere i muri” , si svolgerà a Ladispoli, presso l’Auditorium della Parrocchia Santa Maria del Rosario (Via Duca degli Abruzzi, 190).

  • Venerdì 23 gennaio di nuouvo nella Chiesa Evangelica Battista, questa volta nella sede di Via dei Bastioni, 16.

  • Sabato 24 gennaio la comunità si ritroverà presso la Chiesa Ortodossa Rumena sulla Via Aurelia Nord, Km. 77.

«Ogni anno – scrive il vescovo Ruzza nella prefazione dell’opuscolo diocesano – l’appuntamento di riflessione e di preghiera per invocare l’unità tra i seguaci del Signore Gesù è un’occasione per riflettere su quanto debba essere costante la preghiera e l’impegno a favore di quella comunione tra i cristiani, per la quale Gesù stesso ha pregato nella sera in cui ci ha consegnato l’Eucaristia».

Per il presule, «non possiamo dimenticare come siano in atto proprio in questi giorni guerre fratricide che lacerano e distruggono popoli e nazioni: si tratta di popoli che hanno rinunciato al dono di riconoscersi fratelli e purtroppo ciò si verifica anche tra fratelli nella medesima fede, anche in quella che nasce dal Vangelo. Ed allora possiamo chiederci: non siamo proprio noi cristiani a dover testimoniare per primi il valore dell’unità e della concordia tra i popoli, l’amore oltre l’indifferenza, il perdono oltre le offese? Non siamo noi a dover contemplare sempre il corpo ferito di Cristo donato sulla croce affinché tutti siano uno?».

I materiali di riflessione quest’anno sono stati preparati dalle Chiese dell’Armenia, per questo i materiali di animazione sono accompagnati dalle immagini dei Khachkar, le tradizionali croci in pietra armene (come quella della Chiesa di Santa Gayane ad Armavir). Questi simboli, che fioriscono dalla pietra, richiamano la forza della speranza e la bellezza di un’unità che non annulla le diversità ma le armonizza in un unico corpo.