Precisazione della Curia su alcuni articoli diffamatori

La nota ufficiale del 2 dicembre 2015

 È da qualche settimana che siti internet, testate online e utenti di Facebook riprendono in fumus persecutionis atti diffamatori a carico di un giovane sacerdote che dallo scorso mese di settembre opera nella nostra Diocesi, come vicario cooperatore nella Parrocchia di San Gordiano martire.

In merito alle notizie apparse, per prevenire ulteriori gravi azioni diffamatorie e la palese violazione della privacy del sacerdote da parte degli organi di stampa, la Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia precisa:la presenza del sacerdote in Diocesi risulta volutamente desiderata e scelta per espressa volontà dello stesso e non vincolata dalla determinazione sanzionatoria sancita da procedimenti obbligatori o disciplinati di costrizione nel cambio di comunità o diocesi. A carico dei fautori e responsabili dello sciacallaggio mediatico (la fonte della diffamazione è stata riscontrata nella Rete l’Abuso e nel redattore Francesco Zanardi) sono state adottate iniziative in termini di procedimento, per via del Garante per la Protezione dei dati personali presso il Dipartimento Comunicazioni e Reti Telematiche che ha provveduto all’avvio di un esposto (Protocollo N° U.0029572 27-102/15) a carico del quale, per stesse determinazioni diffamatorie, è stato anche formalizzato – proprio in questi giorni – un avviso di garanzia, come espressamente comunicato in post dal diretto interessato, confermando che non risulta nuovo in simili iniziative a danno dei sacerdoti.  Con riferimento alla questione sollevata, puramente diffamatoria e come tale risulta in atti a partire dal 2012, si evince da accertamenti prodotti e depositati alla stessa Congregazione per la Dottrina della Fede che, a carico dell’indicato sacerdote risultano delle mere calunnie (sulla sua attività pastorale nella locride) e che non si ha alcun riscontro di elementi certi che abbiano potuto convalidare quanto scritto di un procedimento formalizzato in decreto in termini sanzionatori – la cui validità e durata di anni quattro – così come non vi è riscontro sostanziale in termini di impedimento dell’esercizio del ministero sacerdotale. Non sussistono, né tantomeno sono mai stati in essere, impedimenti, sanzioni, denunce o condanne penali a carico del sacerdote tali da generare o legittimare sospetti e poter giustificare attenzioni mediatiche e l’esercizio del diritto di cronaca. Tali notizie, manifestatamente infondate, se pubblicate rappresentano violazioni penali in termini di abuso della credulità popolare e simulazione di reato con l’aggravante della diffamazione a mezzo stampa.  In continuità a quanto segnalato come illecito, si precisa che la parte lesa e la stessa Curia Vescovile, come parte chiamata impropriamente in causa, si riservano di sporgere ricorso presso le autorità giudiziarie a carico di quanti, in piena formula diffamatoria, daranno ancora seguito ad azione criminis nella modalità dell’illecito indicato. La Chiesa di Civitavecchia-Tarquinia chiede al Signore che questa ingiusta sofferenza, faccia rinascere la gioia e la serenità per il sacerdote calunniato, per la Comunità di San Gordiano martire dove lo stesso opera e continuerà ad operare come vicario parrocchiale, per l’intera società civile locale.